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FUTILITIES
Auguri

1994 - Preti

1996 - Boscaioli

1998 - Carcerati

1999 - Panettieri

2000 - Caffè Commercio

2001 - Scolari

2002 - Genitori

2003 - Pompieri

2004 - Cowboy

2005 - Circo

2006 - Londra

2007 - Piscina

Scanner

Come sempre, durante tutto l'anno, ci capita spesso di pensare a cosa fare per la cartolina degli auguri e un po' tutti noi ci siamo trovati a capire quanto sarebbe stato difficile trovare un'idea all'altezza della foto di Londra.

Alla fine, comunque, l'idea vincente salta fuori solo quando ci troviamo tutti insieme e scateniamo la nostra fantasia.

Ci siamo incontrati il 6 novembre, a casa di Guido: pizza d'asporto, birra e tante.. tante idee. Le snoccioliamo a raffica, anche quelle senza senso, perchè è spesso da quelle più strampalate che si parte per arrivare a quella finale. Ma come avevamo immaginato, ogni idea che buttiamo sul tavolo, anche quelle più carine, hanno sempre qualcosa che non ci convince: ci sembrano banali paragonate all'exploit dell'anno precedente.

Per fortuna, dopo un po' che sbattiamo la testa contro questa sensazione, capiamo cosa dobbiamo fare..
e la soluzione è: Freghiamocene di Londra!




Già.. "freghiamocene" diventa la parola d'ordine, dimentichiamoci di quello che abbiamo fatto l'anno scorso, cambiamo registro.
E così ricominciamo, e ci rituffiamo nel nostro brainstorming, sta volta liberi da preconcetti o da "ansia da prestazione"..
giungiamo all'idea di NON concentrarci su una location all'altezza di quella di Londra, ma di trovarne una che non ci abbia niente a che fare..
ed è così che dopo un po' (dopo un bel po') arriviamo all'idea di cambiare l'elemento di base: non più immersi nell'aria, ma nell'acqua!

Ragioniamo sulle varie possibilità, quello che vogliamo fare è creare un contrasto tra noi e l'ambiente.. decidiamo di farla vestiti.. sì! la divisa sarà: jeans e camicia bianca, un po' "calvin klain"

Ok.. l'idea c'è.. e messa giù così sembra proprio carina, ma in realtà, questa foto già preannuncia che si rivelerà una delle più complesse da realizzare. Tutta via di difficoltà, negli anni ne abbiamo viste tante.. e così, un passettino alla volta, ci occupiamo di tutti i particolari.

Per tutta una serie di combinazioni, riusciamo ad avere accesso ad una vasca abbastanza grande da ospitarci e munita di un vetro su di un lato che ne consente l'osservazione della parte sommersa.

Vista la complessità dell'impresa, contattiamo il
Dema®, che nel frattempo è diventato un fotografo di professione. L'idea gli piace e si mette d'accordo con Guido per andare a fare un sopralluogo in modo da capire di che attrezzatura avrà bisogno.

C'è un'ultima difficoltà da affrontare: Josè non sa nuotare! ahah!

Il giorno designato per l'operazione "luganega" (questo è il nome in codice deciso per quest'impresa) ci troviamo tutti quanti nel luogo stabilito. E' una domenica, il 9 dicembre. Entriamo e troviamo il Dema® che sta già sistemando l'attrezzatura necessaria (un bank e un flash a ombrello posti su un lato della vasca, entrambi radio guidati). Noi intanto ci prepariamo, indossando i nostri "abiti di scena" e cercando di tranquillizzare Josè che è sempre meno convinto. Guido e Dema® fanno gli ultimi test per la scelta dell'ottica ideale (
per info tecniche clicca qui

Finalmente arriva il momento dell'immersione.

La prima cosa che notiamo è che immergersi nell'acqua con addosso dei vestiti è una sensazione strana.. decisamente non bella, ti senti tutto legato e fai mooolta più fatica a tenerti a galla, perchè i vestiti bagnati pesano, e tendono un po' a tirarti giù.. ovviamente la nostra preoccupazione per Josè cresce.. lui in effetti ci guarda un po' in cagnesco, ma affronta le sue paure a testa alta (e bene aggrappato ad un salvagente).

Cominciamo a disporci al centro della piscina e a ripassare i movimenti che dovremo fare:
l'idea è di disporci in due file così composte: in quattro davanti e in due dietro, i due dietro dovranno partire per primi e immergersi, passando sotto ai quattro davanti, a quel punto, questi ultimi dovranno immergersi a loro volta e procedere parallelamente ai primi, ma ad una quota più alta..
vi assicuro che se è difficile da spiegare è ancora peggio da realizzare!!
Alla difficoltà di coordinazione, si aggiunge il fatto che solo per stare a galla "in posizione" ci si stanca, e quando arriva il momento di immergersi si è già quasi senza fiato.

..e se le cose per noi non sono facili, tecnicamente parlando, non lo sono neanche per il Dema® che alla fine dichiara: "è stata dura: dovevo stare attento contemporaneamente a ogni punto dell'inquadratura e ai margini , e prestare molta attenzione al punto di fuoco, considerando la regola della profondità di campo in quinti... e tutto questo mentre voi eravate in movimento.."

Intanto Guido doveva fare da collegamento tra noi e il Dema® e cercare di dirigerci a diversi livelli (coordinazione, coreografia, espressioni..!)

Una doverosa menzione va fatta anche a Monica (moglie del Dema®) che, venuta per assistere il consorte, si è trovata investita di una delicata responsabilità: lanciare il salvagente a Josè ogni volta che riemergeva dopo un tentativo!!

Alla fine, di prove, ne abbiamo dovute fare diverse. Ci siamo molto stancati, ma, come sempre, anche tanto divertiti..
Josè ha superato i suoi stessi limiti, è stato un vero eroe e noi tutti siamo davvero fieri di lui.

Giunti alla scelta dello scatto ideale (come sempre per eliminazione, perchè ce n'erano diverse di belle), incomincia a girarci un'idea per la testa: e se la facessimo a colori?? sarebbe la prima volta da quando è cominciata questa avventura che abbandoniamo il B/N.. ma cavoli.. questo scatto è così meravigliosamente blu che.. la tentazione è davvero forte!

Guido, da bravo grafico quale è, butta giù una serie di possibilità sia a colori che in bianco e nero.. e la tentazione si rafforza.. alla fine la decisione è unanime: colore!

Riflettendo sulla realizzazione di questa cartolina (e anche delle altre), mi piace constatare come, partendo da un'idea apparentemente complicata, con pochi mezzi, qualche conoscenza e delle menti originali, si riesca a realizzare qualcosa di davvero carino. E' il concetto che ho cercato di esprimere nel montaggio del
video "INTO THE BLUE" che riassume il dietro le quinte di questa esperienza. Auguri a tutti, Marco.


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